L’ultimo episodio rilevante è di qualche settimana fa'
lo ricordate ??
..Quando Il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, ha presentato un esposto per denunciare alcuni progetti sperimentali (accomunati dalla formula “See & Treat”, che sta a significare intervento immediato, senza rinvii ad altri) avviati in Emilia Romagna e in Toscana e che, a suo parere, si muovono in direzione di “un inattuabile coinvolgimento dell’infermiere con responsabilità a carico del medico”. La risposta ufficiale della Federazione dei Collegi infermieristici Ipasvi è stata misurata ma decisa. Con un comunicato stampa diffuso al termine di una riunione dei vertici nazionali Ipasvi si sottolinea come “il progetto sotteso al modello organizzativo See & Treat non contiene sostanziali elementi di novità rispetto a ciò che gli infermieri italiani fanno già dagli anni Novanta”, ribadendo l’impegno “a mantenere un alto livello di collaborazione con i medici con cui da sempre gli infermieri condividono l’impegno assistenziale e curativo”.
dai 2.500 euro mensili per l’infermiere di pronto soccorso,
ai 2.500-2.250 per infermieri di area critica, di area chirurgica delle degenze di area medica, ferristi e strumentisti,
ai 2.250-2.000 per gli infermieri di ambulatori o day hospital.
Lo stesso studio registra anche un lieve slittamento verso il basso delle retribuzioni nelle strutture private: 2.500 euro mensili solo per gli infermieri di pronto soccorso,
2.500-2.250 euro per infermieri di area critica, ferristi e strumentisti,
tra i 2.250 e i 2.000 per gli infermieri di degenza medica e di area chirurgica, poco sotto i 2.000 per gli infermieri di ambulatori o day hospital.
Attenzione però, le cifre medie mensili indicate, sono lorde e quindi vanno ulteriormente decurtate del carico fiscale. Oggi, cioè cinque anni dopo, le retribuzioni infermieristiche “in busta paga”non sono cambiate sono sempre comprese tra1.300 euro al mese e,2.500per gli stra-anziani
Una recente ricerca realizzata dall’Università Cattolica di Milano per conto della Cisl, rivela che il 28,6% degli infermieri ha scelto questo lavoro
si ritiene che la professione infermieristica non conosce disoccupazione.
E che la professione di infermiere è tra le poche a consentire il meccanismo della “porta girevole”, che riguarda soprattutto le donne: si comincia a lavorare intorno ai 25 anni, poi si interrompe dopo qualche anno per curare i figli e, quando sono un po’ cresciuti, si comincia nuovamente a lavorare. Una scelta impensabile per altri profili lavorativi, che non riuscirebbero mai a trovare nuovamente un posto disponibile.
ma sara' veramente cosi ??? io conosco tanti Infermieri disoccupati ,tanti non assunti dal SSN ma tramite agenzie ... precari for ever, in attesa di concorsi lontani come miraggi ,conosco realta' in cui ai part-time sono stati modificati contratti per farli rientrare in servizio ,e mamme che non riescono per nulla a curare i figli come dovrebbero per incoerenza di turni e orari !!!!conosco realta' in cui gli stipendi mensili non sono esarciti !!!
conosco realta' in cui Infermieri per amore e coerenza professionale fanno doppi turni per sopperire alla carenza organica per assicurare al malato la giusta assistenza anche sapendo di non essere poi ricompensati !!
Vent’anni fa in Italia c’erano circa 170mila infermieri, oggi sono più del doppio, 360mila, dei quali circa 270mila lavorano nel Ssn.
Eppure sono ancora pochi !!!!
come fare allora ?
favorire le mobilita regionali e inter-nazionali ??
concedere piu' part-time per avere quante piu' risorse umane ???
Da tempo però si sta pensando di consentire anche agli infermieri dipendenti di svolgere parallelamente un’attività libero professionale,Dare agli infermieri la possibilità di svolgere attività libero professionale risponderebbe a molte e diverse esigenze. Innanzi tutto sarebbe una conferma ulteriore della raggiunta autonomia professionale, e per questo è richiesta energicamente da molti sindacati di categoria e anche dai Collegi Ipasvi. In secondo luogo sarebbe una risposta alla crescente domanda di assistenza che viene soprattutto da parte degli anziani e che oggi trova pochissima risposta da parte del servizio sanitario, rivolgendosi così in molti casi a personale non del tutto idoneo.
Infine, visto che sembra impossibile trovare le risorse economiche necessarie ad offrire retribuzioni più sostanziose a questa categoria, darebbe la possibilità ai singoli infermieri di “arrotondare” lo stipendio in proprio!!!
la libera professione infermieristica per i dipendenti del Ssn è stata inserita nel ddl sul “governo clinico” (DDL1552 art 11 Libera professione intramuraria degli operatori delle professioni sanitarie non mediche), ipotizzando anche una libera professione infermieristica “intramuraria”, ovvero svolta nella stessa struttura in cui si è dipendenti, da regolare in modo simile a quanto già avviene per i medici.
Il ddl,che dopo l’esame e le modifiche introdotte in Commissione Igiene e Sanità alla Camera ha raccolto un consenso bipartisan, sembrava pochi mesi fa in dirittura d’arrivo. Ma, il 9 giugno scorso, l’Aula di Montecitorio lo ha rinviato nuovamente in Commissione con diversi rilievi, a cominciare da quello per cui sarebbe una “invasione di campo”!!! :(
lo ricordate ??
..Quando Il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, ha presentato un esposto per denunciare alcuni progetti sperimentali (accomunati dalla formula “See & Treat”, che sta a significare intervento immediato, senza rinvii ad altri) avviati in Emilia Romagna e in Toscana e che, a suo parere, si muovono in direzione di “un inattuabile coinvolgimento dell’infermiere con responsabilità a carico del medico”. La risposta ufficiale della Federazione dei Collegi infermieristici Ipasvi è stata misurata ma decisa. Con un comunicato stampa diffuso al termine di una riunione dei vertici nazionali Ipasvi si sottolinea come “il progetto sotteso al modello organizzativo See & Treat non contiene sostanziali elementi di novità rispetto a ciò che gli infermieri italiani fanno già dagli anni Novanta”, ribadendo l’impegno “a mantenere un alto livello di collaborazione con i medici con cui da sempre gli infermieri condividono l’impegno assistenziale e curativo”.
- Perché suscita tra i medici i timori di una “invasione di campo”?
- Cosa vogliono gli infermieri italiani: più potere o più soldi?
Chi sceglie di fare una professione “sociale”, che riguardi la salute, la giustizia o l'insegnamento, spesso lo fa sulla spinta di forti motivazioni etiche. Tanto più se la professione scelta non ha grandi riconoscimenti economici.
| Si parte con 1.300 euro al mese e, al massimo della carriera, si può arrivare a 2.500per un infermiere che abbia raggiunto il massimo livello (Ds7) e abbia una posizione organizzativa di vertice. |
c'e' un po' di diversita' in base al reparto di appartenenza .. leggiamo i dati :
Tra i pochi studi disponibili sull’argomento, quello di Carlo De Pietro, pubblicato nel Rapporto Oasi 2007 del Cergas-Bocconi. Analizzando dati del 2005, nelle strutture pubbliche si andrebbe, in media, dai 2.500 euro mensili per l’infermiere di pronto soccorso,
ai 2.500-2.250 per infermieri di area critica, di area chirurgica delle degenze di area medica, ferristi e strumentisti,
ai 2.250-2.000 per gli infermieri di ambulatori o day hospital.
Lo stesso studio registra anche un lieve slittamento verso il basso delle retribuzioni nelle strutture private: 2.500 euro mensili solo per gli infermieri di pronto soccorso,
2.500-2.250 euro per infermieri di area critica, ferristi e strumentisti,
tra i 2.250 e i 2.000 per gli infermieri di degenza medica e di area chirurgica, poco sotto i 2.000 per gli infermieri di ambulatori o day hospital.
Attenzione però, le cifre medie mensili indicate, sono lorde e quindi vanno ulteriormente decurtate del carico fiscale. Oggi, cioè cinque anni dopo, le retribuzioni infermieristiche “in busta paga”non sono cambiate sono sempre comprese tra1.300 euro al mese e,2.500per gli stra-anziani
stando a questi dati e'facile capire qual'e' ,la vera motivazione , di chi sceglie di diventare infermiere:
Una recente ricerca realizzata dall’Università Cattolica di Milano per conto della Cisl, rivela che il 28,6% degli infermieri ha scelto questo lavoro
- “perché è molto utile alla società” e il 27,3% lo aveva come “vocazione sin da piccolo”,
- mentre solo il 15,9% ha deciso perché è un “lavoro sicuro”.
si ritiene che la professione infermieristica non conosce disoccupazione.
E che la professione di infermiere è tra le poche a consentire il meccanismo della “porta girevole”, che riguarda soprattutto le donne: si comincia a lavorare intorno ai 25 anni, poi si interrompe dopo qualche anno per curare i figli e, quando sono un po’ cresciuti, si comincia nuovamente a lavorare. Una scelta impensabile per altri profili lavorativi, che non riuscirebbero mai a trovare nuovamente un posto disponibile.
ma sara' veramente cosi ??? io conosco tanti Infermieri disoccupati ,tanti non assunti dal SSN ma tramite agenzie ... precari for ever, in attesa di concorsi lontani come miraggi ,conosco realta' in cui ai part-time sono stati modificati contratti per farli rientrare in servizio ,e mamme che non riescono per nulla a curare i figli come dovrebbero per incoerenza di turni e orari !!!!conosco realta' in cui gli stipendi mensili non sono esarciti !!!
conosco realta' in cui Infermieri per amore e coerenza professionale fanno doppi turni per sopperire alla carenza organica per assicurare al malato la giusta assistenza anche sapendo di non essere poi ricompensati !!
Eppure sono ancora pochi !!!!
come fare allora ?
- Una soluzione su cui si discute è quella di un affiancamento agli infermieri di altri profili lavorativi come gli Oss (operatori sociosanitari) o gli Ota (operatori tecnici dell’assistenza), che si occupino dell’assistenza “alberghiera” o di qualche incombenza burocratica, lasciando libere le risorse infermieristiche di dedicarsi propriamente all’assistenza dei malati.
- Un’altra soluzione, già ampiamente praticata, è quella dell’inserimento di infermieri provenienti da altri Paesi, che già oggi rappresentano circa il 10% degli infermieri in attività. Sono presenti soprattutto nel Centro Nord (12%) e in misura minore al Sud (5%)
favorire le mobilita regionali e inter-nazionali ??
concedere piu' part-time per avere quante piu' risorse umane ???
Da tempo però si sta pensando di consentire anche agli infermieri dipendenti di svolgere parallelamente un’attività libero professionale,Dare agli infermieri la possibilità di svolgere attività libero professionale risponderebbe a molte e diverse esigenze. Innanzi tutto sarebbe una conferma ulteriore della raggiunta autonomia professionale, e per questo è richiesta energicamente da molti sindacati di categoria e anche dai Collegi Ipasvi. In secondo luogo sarebbe una risposta alla crescente domanda di assistenza che viene soprattutto da parte degli anziani e che oggi trova pochissima risposta da parte del servizio sanitario, rivolgendosi così in molti casi a personale non del tutto idoneo.
Infine, visto che sembra impossibile trovare le risorse economiche necessarie ad offrire retribuzioni più sostanziose a questa categoria, darebbe la possibilità ai singoli infermieri di “arrotondare” lo stipendio in proprio!!!
la libera professione infermieristica per i dipendenti del Ssn è stata inserita nel ddl sul “governo clinico” (DDL1552 art 11 Libera professione intramuraria degli operatori delle professioni sanitarie non mediche), ipotizzando anche una libera professione infermieristica “intramuraria”, ovvero svolta nella stessa struttura in cui si è dipendenti, da regolare in modo simile a quanto già avviene per i medici.
Il ddl,che dopo l’esame e le modifiche introdotte in Commissione Igiene e Sanità alla Camera ha raccolto un consenso bipartisan, sembrava pochi mesi fa in dirittura d’arrivo. Ma, il 9 giugno scorso, l’Aula di Montecitorio lo ha rinviato nuovamente in Commissione con diversi rilievi, a cominciare da quello per cui sarebbe una “invasione di campo”!!! :(
1) aumento stipendiale
2) rispetto per il nostro lavoro
3)poter esprimere la nostra professionalita' :
FARE L'INFERMIERE !!!!
In verita ogni giorno diventa + dura , ma noi stringiamo i denti e tiriamo avanti . La speranza? Non ci serve , noi gridiamo il nostro disagio anche da soli. Noi continueremo il nostro lavoro,xche crediamo in quel che facciamo e non vogliamo posti di prestigio per tapparci la bocca , se iniziamo a dar fastidio a qualche potente non c'è ne può fregar di meno. Noi voglio i nostri diritti , rispetto per il nostro lavoro ! Se l'indifferenza ci ferma metteremo i sentimenti ed useremo come forza la nostra passione per muovere questa professione.FARE L'INFERMIERE !!!!
Noi siamo liberi e rimarremo liberi !




