Le campagna di educazione sanitaria unite, l’incremento del benessere generale della popolazione ma anche l’innalzamento del livello culturale medio degli italiani hanno determinato che l’attenzione al proprio peso corporeo non sia più una prerogativa di pochi ma stia diventando un fenomeno generalizzato. Per questo negli ultimi anni è scoppiato un vero e proprio boom dei regimi dietetici che ha generato un indotto economico ragguardevole. Le diete sono diventate un vero e proprio business che si propaga con varie forme di pubblicità sui media e anche con il passaparola. Capita anche che molte persone seguano diete non bilanciate con gravissimi danni per la salute.
Per questo motivo nei giorni scorsi una sentenza del tribunale di Roma ha stabilito che un regime dietetico puo' essere prescritto esclusivamente dal medico e non, ad esempio, dai biologi, come finora spesso accadeva. Si tratta di una restrizione accolta con soddisfazione dell'Ordine dei medici, che rivendica la centralita' della professione e mette in guardia dai rischi legati alle diete senza il controllo dello specialista. Ma cosa e' accaduto? L'Ordine Nazionale dei Biologi ha tentato di ottenere in un'Aula di Giustizia un pronunciamento che potesse attribuire, seppur indirettamente, alla categoria professionale dei biologi, competenze esclusive del medico nella prescrizione di diete. Il Tribunale della Capitale però ha respinto, con la sentenza n. 3527 del 18 febbraio 2011, l'istanza e affermato che "il biologo può solo suggerire o consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute e mai, in nessun caso, può prescrivere una dieta come atto curativo, che rimane sempre un'attribuzione esclusiva del medico". Anche il ministro della Salute, con un parere del 2009, attribuisce la competenza di tale prescrizione esclusivamente al medico e riconosce al biologo solo la possibilità di elaborare e determinare (quindi non prescrivere) diete. Vale la pena di ricordare che il termine nutrizionista sta a indicare un generico operatore nel campo della nutrizione. In Italia non esiste nessuna precisa indicazione di legge per la generica figura del nutrizionista e un recente parere del Consiglio Superiore di Sanità definisce nutrizionista "lo specialista dell'alimentazione umana di diversa estrazione professionale medica e/o non medica (biologo, agronomo, farmacista, veterinario, ecc)". Ben diverso è il discorso se al termine nutrizionista aggiungiamo la parola "biologo". Il biologo nutrizionista è un laureato in biologia, può, ma non è obbligato a conseguire la specializzazione in Scienze dell'Alimentazione che comunque, oltre ad arricchirlo culturalmente, gli permetterebbe di partecipare ai concorsi per cariche dirigenziali nella sanità . Quest’ultima stretta di vita, che non ha mancato di sollevare polemiche di vario genere da parte di alcuni operatori del settore, contribuirà però a fare chiarezza in un campo dove ai pazienti viene proposto tutto e il contrario di tutto, rimedi miracolosi che promettono di fare perdere decine di chili in poco tempo e dove si insiste ancora troppo poco sul concetto di una sana educazione alimentare che deve proseguire per tutta la vita e non solamente per brevi periodi.
Per questo motivo nei giorni scorsi una sentenza del tribunale di Roma ha stabilito che un regime dietetico puo' essere prescritto esclusivamente dal medico e non, ad esempio, dai biologi, come finora spesso accadeva. Si tratta di una restrizione accolta con soddisfazione dell'Ordine dei medici, che rivendica la centralita' della professione e mette in guardia dai rischi legati alle diete senza il controllo dello specialista. Ma cosa e' accaduto? L'Ordine Nazionale dei Biologi ha tentato di ottenere in un'Aula di Giustizia un pronunciamento che potesse attribuire, seppur indirettamente, alla categoria professionale dei biologi, competenze esclusive del medico nella prescrizione di diete. Il Tribunale della Capitale però ha respinto, con la sentenza n. 3527 del 18 febbraio 2011, l'istanza e affermato che "il biologo può solo suggerire o consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute e mai, in nessun caso, può prescrivere una dieta come atto curativo, che rimane sempre un'attribuzione esclusiva del medico". Anche il ministro della Salute, con un parere del 2009, attribuisce la competenza di tale prescrizione esclusivamente al medico e riconosce al biologo solo la possibilità di elaborare e determinare (quindi non prescrivere) diete. Vale la pena di ricordare che il termine nutrizionista sta a indicare un generico operatore nel campo della nutrizione. In Italia non esiste nessuna precisa indicazione di legge per la generica figura del nutrizionista e un recente parere del Consiglio Superiore di Sanità definisce nutrizionista "lo specialista dell'alimentazione umana di diversa estrazione professionale medica e/o non medica (biologo, agronomo, farmacista, veterinario, ecc)". Ben diverso è il discorso se al termine nutrizionista aggiungiamo la parola "biologo". Il biologo nutrizionista è un laureato in biologia, può, ma non è obbligato a conseguire la specializzazione in Scienze dell'Alimentazione che comunque, oltre ad arricchirlo culturalmente, gli permetterebbe di partecipare ai concorsi per cariche dirigenziali nella sanità . Quest’ultima stretta di vita, che non ha mancato di sollevare polemiche di vario genere da parte di alcuni operatori del settore, contribuirà però a fare chiarezza in un campo dove ai pazienti viene proposto tutto e il contrario di tutto, rimedi miracolosi che promettono di fare perdere decine di chili in poco tempo e dove si insiste ancora troppo poco sul concetto di una sana educazione alimentare che deve proseguire per tutta la vita e non solamente per brevi periodi.

