C'è chi ride, chi fuma, chi gioca a fare la mummia con garze, cerotti e bende.
Teatro del 'momento ricreativo' è il reparto rianimazione dell'ospedale 'Misericordia e Dolce' di Grosseto.
A divertirsi, mentre nella stanza accanto alcune presone in coma lottano con la morte, sono sette sanitari, alcuni medici e altri infermieri. Per tutti è scattata da stamani la sospensione dal servizio.
A decretarla è l'Asl locale, che parla di "fatti che rivestono caratteristiche di gravità inaudita". La vicenda risale a un anno e mezzo fa, ma le foto shock sono state pubblicate solo stamani dal Corriere della Maremma su segnalazione di una cittadina indignata e scossa dalle immagini viste sul profilo Facebook di uno dei dipendenti dell'ospedale.
La segnalazione della lettrice. "Sono indignata - scrive la lettrice che ha segnalato la vicenda al giornale - per il solo fatto che malati inconsapevoli possano esser stati scherniti con così tanta scioltezza.
Nel nome della comunità in cui vivo e per il senso civico che mi ha sempre accompagnato, ritengo opportuno rendere noto questo fatto tanto increscioso, affinché non accada mai più.
Non c′è nulla di male che medici e infermieri si fotografino tra loro, ma quello che è sconcertante è che malati in gravi condizioni siano stati immortalati e scaraventati sul web alla mercè di tutti".
"Se il semplice cittadino - ha commentato la donna - per poter ricevere medicazioni e cure deve comprarsi da sé tutto l′occorrente, come appunto garze, cerotti, siringhe e quant'altro, c′è chi invece si diverte direttamente a sciupare soldi pubblici".
"E′ stato calpestato il rispetto per la privacy - ha concluso la lettrice - è stato scambiato l′ospedale cittadino per una sala da biliardo con tanto di sigarette accese e il reparto di rianimazione, con tanto di pazienti in coma, per un ridicolo Carnevale".
La nota dell'Asl di Grosseto. Si è "provveduto immediatamente ad attivare le procedure disciplinari, decidendo la sospensione cautelativa dal servizio degli operatori sanitari coinvolti'' nella vicenda. A renderlo noto è l'Asl locale, che ha preso la decisione ''proprio a tutela del lavoro svolto dal Reparto di Rianimazione, che si distingue da anni per l'innovazione organizzativa ed, in particolare, per la piena accessibilità dei parenti al Reparto stesso''.
''Dai primi accertamenti svolti - si legge nel comunicato -, l'episodio è riconducibile a circa un anno e mezzo fa e sono da escludere coinvolgimenti diretti dei pazienti ricoverati anche se i fatti rappresentati rivestono comunque caratteristiche di gravità inaudita''.
La direzione dell'azienda sanitarie esprime infine ''stupore e indignazione per quanto appare dalle immagini pubblicate oggi sul Corriere di Maremma. Il fatto è giudicato gravissimo e offensivo per i pazienti e per l'impegno che, in maniera professionale, il complesso degli operatori della rianimazione e, in senso ancora più ampio, dell'intero ospedale Misericordia, prestano quotidianamente ai ricoverati e ai cittadini''. Il commento del Sindaco. "Quanto accaduto è vergognoso. E la sospensione immediata è una scelta doverosa nei confronti dei pazienti e di tutti gli altri operatori del Misericordia. Sono convinto della necessità di seri provvedimenti disciplinari per individui che hanno dimostrato di non avere rispetto di niente, né della dignità né della sofferenza delle persone che si rivolgono con fiducia all'assistenza di un ospedale pubblico", ha dichiarato con rabbia il primo cittadino di Grosseto, Emilio
