Dura accusa agli ospedali: "Si affidano tutti alla stessa cooperativa. Perché?"
La rivolta delle badanti italiane
"Noi a casa, il lavoro solo alle giovani straniere"
La protesta
delle badanti italiane: gli ospedali le hanno "eliminate" per
dar lavoro a una coop
FORLI` - "Ci hanno tolto all`improvviso
dalle liste degli ospedali per mettere al nostro posto le straniere....".
Aurora, Angela e Teresa, sono tré forlivesi sessantenni che
si sono fatte portavoce di un gruppo di venti italiane che
per anni hanno prestato assistenza non sanitaria ai ricoverati,
per lo più anziani, e da qualche mese invece si trovano a spasso,
senza riuscire più a far fronte agli impegni economici familiari.
La lista coi loro nomi per anni è stata appesa nei reparti
degli ospedali di Forlimpopoli, Dovadola, Santa Sofia, e in
primis al Pierantoni di Vecchiazzano. Per accedervi, l`Ausi
chie
deva l`assicurazione (personale e per terzi), le visite
mediche, fedina penale pulita, ecc ecc. Insomma, visto che
le cosiddette badanti hanno accesso ai reparti, l`azienda sanitaria
si premuniva giustamente, chiedendo garanzie. Quando un parente
necessitava di un`assistente non sanitaria, poteva cosi attingere
il nome dalla lista appesa nei reparti.
Ora non più. Da qualche
mese la direzione sanitaria ha ritenuto opportuno eliminare
le liste. E per le infermiere l`ordine è "guai a dare nominativi
privati di assistenti". Al massimo possono indicare - cosi
ci è stato spiegato dalla responsabile Patrizia
Grementieri
- una delle cooperative che operano nel settore. Da qui la
rivolta delle badanti italiane. "La cooperativa che ci ha sostituito
- lamenta Angela Facciani - ha ormai il monopolio in ambito
assistenziale. Suggeriscono solo quella. Per la cooperativa
lavorano un`ottantina di badanti straniere, le stesse che oggi
sono al nostro posto". Aurora Maglio fa la badante negli ospedali
da 30 anni: "Ci hanno tolto dalle liste senza neppure avvisarci.
Ci siamo ritrovate all`improvviso senza lavoro. Qualcuno ha
provato a giustificarsi dicendo che non facevamo le ricevute
fiscali. Ma non è vero. Noi le abbiamo sempre
fatte a chi
le chiedeva e se c`è qualcuno che ha sbagliato, deve pagare
di persona, non tutte. Ora ci vediamo portare via il lavoro
dalle straniere e ci sentiamo umiliate. Non è giusto". Almeno
potevano avvisarci di questa decisione - s`intromette Maria
Teresa Mazzoni -. Ma scusate, solo perché lavorano per una
cooperativa, davvero le badanti straniere rappresentano
una
sicurezza maggiore rispetto a noi? Noi non lo crediamo, perché
facciamo questo lavoro da anni ed eravamo in regola con tutto.
Ora invece siamo disoccupate e, vista l`età che abbiamo, senza
futuro lavorativo". La lista delle assistenti non sanitarie
esiste a Forll e nel Forlivese dal 1993; è rinnovabile di anno
in anno. La si trova in altri ospedali romagno
li, a Imola
e Faenza. Nel 2009 all`ospedale Pierantoni non è stata più
aggiornata; 6 mesi fa sono state stracciate le liste. "Abbiamo
chiesto un incontro alla responsabile e ci è stato negato".
La conferma arriva dalla responsabile dell`assistenza Patrizia
Grementieri: "Non abbiamo ritenuto di dover dare spiegazioni
alle assistenti, perché non sono dipendenti
dell`ospedale".
E sui motivi dell`annullamento delle liste dei nomi appese
nei reparti, "abbiamo avuto lamentele da parte dei parenti:
ci hanno riferito che non emettevano le ricevute, perciò abbiamo
deciso di affidarci a una cooperativa che di sicuro rispetta
le regole fiscali".

