Non è bastato certo l'obbligo stabilito da una norma a far sì che la posta elettronica certificata facesse breccia nel mondo delle professioni.
A un anno e mezzo dalla scadenza stabilita dall'articolo 16 del decreto legge 185/2008, convertito dalla legge 2/2009, che ha imposto agli iscritti a un albo di comunicare, entro fine novembre 2009, la casella di Pec all'ordine di appartenenza, la diffusione della mail certificata tra i professionisti va avanti a rilento. Infatti, ad aver attivato la Pec sono, mediamente, solo il 36% degli iscritti a ordini e collegi.
Certo, la situazione varia da categoria a categoria.Ma cosa certa e' che la mail certificata ha avuto poca presa tra medici, biologi e agrotecnici, dove solo poco più del 10% degli iscritti ne è in possesso. E nessuna sugli infermieri (zero caselle attivate). Si può intuire, però, che, al di là dell'obbligo normativo, la mail certificata sia più diffusa laddove è il tipo di attività a richiedere un tale strumento. Medici, biologi e infermieri, per esempio, sembrerebbero avere poca necessità di una Pec per le attività quotidiane. Come spiega Gabriele Peperoni, segretario nazionale della federazione dei medici chirurghi e odontoiatri: «Se la posta certificata non decolla è perché non sappiamo esattamente che farci».
A un anno e mezzo dalla scadenza stabilita dall'articolo 16 del decreto legge 185/2008, convertito dalla legge 2/2009, che ha imposto agli iscritti a un albo di comunicare, entro fine novembre 2009, la casella di Pec all'ordine di appartenenza, la diffusione della mail certificata tra i professionisti va avanti a rilento. Infatti, ad aver attivato la Pec sono, mediamente, solo il 36% degli iscritti a ordini e collegi.
Certo, la situazione varia da categoria a categoria.Ma cosa certa e' che la mail certificata ha avuto poca presa tra medici, biologi e agrotecnici, dove solo poco più del 10% degli iscritti ne è in possesso. E nessuna sugli infermieri (zero caselle attivate). Si può intuire, però, che, al di là dell'obbligo normativo, la mail certificata sia più diffusa laddove è il tipo di attività a richiedere un tale strumento. Medici, biologi e infermieri, per esempio, sembrerebbero avere poca necessità di una Pec per le attività quotidiane. Come spiega Gabriele Peperoni, segretario nazionale della federazione dei medici chirurghi e odontoiatri: «Se la posta certificata non decolla è perché non sappiamo esattamente che farci».

