COMUNICARE 'COL PENSIERO' ATTRAVERSO LA LETTURA DELLA MENTE
.....ammazza ..sarebbe fantastico .)
Osservare il modo in cui le parole si formano nel cervello per poter leggere nella mente delle persone: è questo l'obiettivo dei ricercatori del Centre for Innovation in Neuroscience and Technology dell'Università di Washington (Usa) che stanno studiando un metodo per consentire anche alle persone affette da gravi disabilità di comunicare con la «voce» del pensiero.
Nel corso di uno studio volto, inizialmente, a scoprire l'origine dell'epilessia, gli scienziati hanno scoperto il modo di osservare il collegamento esistente tra i suoni pronunciati e le zone cerebrali che si attivano durante un discorso. Monitorando, infatti, le aree di Broca e di Wernicke - due zone del cervello coinvolte nell'elaborazione del linguaggio - di quattro pazienti epilettici, attraverso l'impiego di 64 elettrodi, sono riusciti a identificare i segnali elettrici corrispondenti ai quattro suoni (oo, ah, eh, ee) emessi dai soggetti.
Nonostante l'analisi degli indicatori relativi ai vocalizzi non sia sufficiente a riconoscere la formazione, nella mente, di intere frasi, gli esperti credono che ulteriori studi potrebbero renderlo possibile.
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Osservare il modo in cui le parole si formano nel cervello per poter leggere nella mente delle persone: è questo l'obiettivo dei ricercatori del Centre for Innovation in Neuroscience and Technology dell'Università di Washington (Usa) che stanno studiando un metodo per consentire anche alle persone affette da gravi disabilità di comunicare con la «voce» del pensiero.
Nel corso di uno studio volto, inizialmente, a scoprire l'origine dell'epilessia, gli scienziati hanno scoperto il modo di osservare il collegamento esistente tra i suoni pronunciati e le zone cerebrali che si attivano durante un discorso. Monitorando, infatti, le aree di Broca e di Wernicke - due zone del cervello coinvolte nell'elaborazione del linguaggio - di quattro pazienti epilettici, attraverso l'impiego di 64 elettrodi, sono riusciti a identificare i segnali elettrici corrispondenti ai quattro suoni (oo, ah, eh, ee) emessi dai soggetti.
Nonostante l'analisi degli indicatori relativi ai vocalizzi non sia sufficiente a riconoscere la formazione, nella mente, di intere frasi, gli esperti credono che ulteriori studi potrebbero renderlo possibile.

