La manovra economico-finanziaria '10 disegnata dal Ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti introduce una serie di modifiche sostanziali al sistema pensionistico italiano, sia nel pubblico impiego che in quello privato.
1) Addio alla pensione dopo 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica. A causa dell'introduzione della "finestra unica" i lavoratori dipendenti potranno andare in pensione dopo 12 mesi il raggiungimento dei requisiti minimi, mentre i lavoratori autonomi dopo 18 mesi. In sostanza i lavoratori italiani (escluso i parlamentari) potranno andare in pensione dopo almeno 41 anni di contributi previdenziali;
2) Raggiunti i 40 anni lavorativi, i contributi previdenziali successivi contribuiscono in maniera infinitesimale ad aumentare la propria pensione;
3) Dal 2012 le donne del pubblico impiego potranno andare in pensione di vecchiaia solo dopo i 65 anni d'età anzichè gli attuali 60;
4) Le rendite d'anzianità (più comunemente dette quote di pensionamento) per i lavoratori dipendenti sono confermate immutate per quest'anno e per i prossimi anni sino al 2014. Nello specifico nel 2010 si può andare in pensione con quota 95 (con età minima di 59 anni e 36 di contributi o a salire d'età a 60 anni con 35 anni di contributi) mentre dal 2011 a tutto il 2012 la quota si innalzerà a 96 (con età minima di 60 anni e 36 di contribuzione previdenaziale);
5) Le rendite d'anzianità per i lavoratori autonomi sono confermate immutate per quest'anno e per i prossimi anni sino al 2014. Nello specifico nel 2010 si può andare in pensione con quota 96 mentre dal 2011 a tutto il 2012 la quota si innalzerà a 97;
6) Per i dipendenti pubblici si passrà dal Trattamento di Fine Servizio (TFS) al meno vantaggioso Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
7) Il TFR dei lavoratori pubblici sarà rateizzato in due rate per i buoni uscita da 90 a 150 mila euro e in tre rate oltre i 150 mila euro;
8) Infine dal 1 gennaio 2015 l'età pensionabile sarà legata all'aspettativa di vita media. Ciò significa che maggiore sarà l'aspettativa di vita media in Italia e più tardi si andrà in pensione. L'incremento stimato è di oltre un mese all'anno, ossia ogni anno l'età pensionabile si allungherà di oltre un mese. In base a questo metodo di calcolo si prevede che nel 2024 si andrà in pensione oltre i 67 anni;
9) Le novità introdotte dalla manovra finanziaria 2010 riguarderanno tutti i lavoratori (eccetto i parlamentrari italiani) che matureranno il diritto al pensionamento dal 1 gennaio 2011.
1) Addio alla pensione dopo 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica. A causa dell'introduzione della "finestra unica" i lavoratori dipendenti potranno andare in pensione dopo 12 mesi il raggiungimento dei requisiti minimi, mentre i lavoratori autonomi dopo 18 mesi. In sostanza i lavoratori italiani (escluso i parlamentari) potranno andare in pensione dopo almeno 41 anni di contributi previdenziali;
2) Raggiunti i 40 anni lavorativi, i contributi previdenziali successivi contribuiscono in maniera infinitesimale ad aumentare la propria pensione;
3) Dal 2012 le donne del pubblico impiego potranno andare in pensione di vecchiaia solo dopo i 65 anni d'età anzichè gli attuali 60;
4) Le rendite d'anzianità (più comunemente dette quote di pensionamento) per i lavoratori dipendenti sono confermate immutate per quest'anno e per i prossimi anni sino al 2014. Nello specifico nel 2010 si può andare in pensione con quota 95 (con età minima di 59 anni e 36 di contributi o a salire d'età a 60 anni con 35 anni di contributi) mentre dal 2011 a tutto il 2012 la quota si innalzerà a 96 (con età minima di 60 anni e 36 di contribuzione previdenaziale);
5) Le rendite d'anzianità per i lavoratori autonomi sono confermate immutate per quest'anno e per i prossimi anni sino al 2014. Nello specifico nel 2010 si può andare in pensione con quota 96 mentre dal 2011 a tutto il 2012 la quota si innalzerà a 97;
6) Per i dipendenti pubblici si passrà dal Trattamento di Fine Servizio (TFS) al meno vantaggioso Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
7) Il TFR dei lavoratori pubblici sarà rateizzato in due rate per i buoni uscita da 90 a 150 mila euro e in tre rate oltre i 150 mila euro;
8) Infine dal 1 gennaio 2015 l'età pensionabile sarà legata all'aspettativa di vita media. Ciò significa che maggiore sarà l'aspettativa di vita media in Italia e più tardi si andrà in pensione. L'incremento stimato è di oltre un mese all'anno, ossia ogni anno l'età pensionabile si allungherà di oltre un mese. In base a questo metodo di calcolo si prevede che nel 2024 si andrà in pensione oltre i 67 anni;
9) Le novità introdotte dalla manovra finanziaria 2010 riguarderanno tutti i lavoratori (eccetto i parlamentrari italiani) che matureranno il diritto al pensionamento dal 1 gennaio 2011.


